Nel precedente post “Ti vendo, ma con sentimento – Soul marketing “ ho scritto “ cambia il tuo marchio in un catalizzatore di attenzione, non solo per il suo prezzo, ma per le sue qualità intrinseche, per il valore aggiunto che può generare, per la sua abilità di conversare quotidianamente, per la capacità di condividere un ciclo di vita più lungo.”
Questo pensiero dafinisce un nuovo concetto di ciclo di vita di un prodotto non più definito dalla pubblicità o dalla novità ma dal prodotto stesso.
Quindi, potremmo non vedere più folle che si accalcano ad acquistare l’ultimo modello di televisore piatto o un detersivo, un dentifricio, una macchina spinti da massicci investimenti pubblicitari o da campagne di RP o semplicemente perché sostituire qualcosa di rotto è più facile che ripararlo.
Il processo di sostituzione è destinato a diventare qualcosa di più complesso e più riflessivo.
Ma come si può essere vicino ai clienti in un momento di decisione ed acquisto non definibile temporalmente?
La strategia c’è e si chiama recency, ma con due modalità di esecuzione per differenti.
Recency, in primo luogo, significa essere vicini al cliente nel momento nel quale deve effettuare un acquisto.
Questo momento, che poteva essere statisticamente determinato e definito con più precisione in un mercato guidato dalla pubblicità, tende, ora, ad essere sempre più personale e, quindi, indefinito.
Se la vostra azienda è ancora legata 100% alla pubblicità, una strategia di recency si attua con una certa semplicità: si acquistano qualche decina di GRP al giorno per tutte le settimane dell’anno o, a seconda della tipologia del prodotto, per il suo periodo di stagionalità.
P&G è stata la leader indiscussa di questa strategia negli anni ’90 e nella prima metà del ‘00.
Ma se non avete i loro budget, forse avete un problema.
Ma se siete già entrati nel mondo della comunicazione, o vi state avvicinando a modificare l’impianto della vostra comunicazione, beh, allora potete essere vicini ai clienti con una conversazione quotidiana, aprendo canali di comunicazione diretta ed essere in testa nella loro classifica di apprezzamento e percezione.
Questa esecuzione è decisamente meno costosa e più personale, diretta, insomma più vicina alla modalità con cui i nuovi clienti desiderano stare in contatto con i marchi.
Quindi, ora, la decisione di quale implementazione della recency attuare sta a voi. Quale strada scegliete?
Pensate sia possibile vendere qualcosa con sentimento?
Pensate sia possibile parlare con il cuore ai clienti e farvi ascoltare?
Io credo di si.
Credo che siamo in un momento che potrebbe segnare una rivoluzione nel marketing e nell’economia.
Qual’è la mia visione?
Un mondo nel quale persone con coscienza producono prodotti sostenibili che vengono venduti al giusto prezzo a consumatori consapevoli.
Forse sto esagerando, o no?
Negli ultimi giorni ho avuto delle conversazioni con dei segnali significativi che mi hanno confermato questa mia impressione.
L’altra sera, parlando al telefono con un’amica, una professionista che vive sulla costa ovest degli Stati Uniti, mi ha detto: sto imparando a vivere con meno fronzoli e, sinceramente, vivo meglio.
Poi, ho letto un post di Valeria Maltoni, sul suo blog Conversation Agent, nel quale scrive:
“Sono due anni che ho imparato a ridurre I beni materiali e a fare acquisti solo quando ho realmente bisogno di qualcosa o devo sostituire qualcosa. Un esempio: il mio ferro da stiro ha circa 15 anni (come faranno a fare cose che durano così a lungo?)
Sembra che più tempo mi concentro sull’essere creativa, al lavoro e scrivendo sul blog, e meno ho bisogno di acquistare cose.”
Ci sono molti segni che indicano come le persone stiano ridisegnando le loro mappe personali dei bisogni.
Quale potrebbe essere l’impatto sul marketing che conosciamo?
Beh, senz’altro i marchi che potremmo definire d’affetto, sono messi bene, ma non tutti lavoriamo per aziende con questo profilo.
Quindi? Quindi è tempo di un soul marketing.
Cambiate il vostro marchio in un catalizzatore di attenzione, non solo per il suo prezzo, ma per le sue qualità intrinseche, per il valore aggiunto che può generare, per la sua abilità di conversare quotidianamente, per la capacità di condividere un ciclo di vita più lungo.


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