Jul 262010

Ho letto recentemente un articolo di Jure Leskovic, della Carnegie Mellon, scritto insieme ad alcuni ricercatori di Yahoo, un pezzo molto tecnico nei dettagli del quale preferisco non addentrarmi (anche perché ne sto ancora metabolizzando delle parti e mi ci vorrà ancora un pò di tempo….)

Ma c’è una cosa che mi ha colpito molto ed è la metafora che paragona il passaggio delle connessioni e delle informazioni nei social network alla fisica della conduttività elettrica.
Mi ha affascinato immaginare questi flussi viaggiare nel web sociale trasportati da fili ad altissima conduttività.
E mi affascina pensare come sia diventato sempre più complesso tenere sotto controllo queste informazioni e separare la ghiaia dall’oro a fronte della nascita di nuove luoghi di condivisione e alla loro frammentazione.
Dalla sua nascita nel 2007, ad esempio, la piattaforma Buzzdetector è cambiata e si è evoluta ad una velocità sorprendente ed è un lavoro di aggiornamento continuo.

Tornando alla conduttività, mi piace l’idea che quando conosciamo nuove persone l’effetto è quello di ricevere una piccola scossa fatta di entusiasmo, conoscenza, curiosità.
Perché questo è ciò che ci guida nel viaggio all’interno del web sociale.

In ogni caso, mi sembra che ci sia una differenza significativa tra come procede la corrente elettrica e la modalità di diffusione della socializzazione. Quest’ultima, infatti, non segue percorsi lineari ma si crea dal confronto delle nostre varie anime: così come le navi, quando entrano in porto, devono qualificarsi per poter ormeggiare, allo stesso modo, quando vogliamo partecipare ad un social network, dobbiamo definirci e guadagneremo l’accesso se verremo riconosciuto in qualche modo omogenei all’immagine del social network medesimo. (la metafora della nave è di Z.Bauman “Does ethics have a chance in a world of consumers?”).

Cosa ne dite?

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Nov 182009

ingorgoautostrada

Come conseguenza del fatto che le grandi società stanno capendo che il web sociale può avere effetti benefici sulla loro reputazione e nei rapporti con I loro clienti, assistiamo alla nascita di nuovi social network e di nuove operazioni di coinvolgimento su praticamente qualsiasi argomento possible. Il risultato di tutto ciò è che l’ecosistema del web assomiglia ad un casello autostradale di una grande città di Venerdì sera: colonne di contenuti in attesa di essere consultate da un utente sull’orlo di una crisi di nervi. Troppa scelta porta quasi sempre a non scegliere affatto.

Al tempo stesso, credo vi debbano essere solidi dubbi sulla qualità di ciò che viene caricato ogni secondo.
Per darvi un’idea di ciò di cui stiamo parlando, ogni minuto, sul solo Youtube, vengono caricati 20 ore di video.

E’ chiaro che per acquisire rilevanza e mantenere una qualche sorta di ricordo spontaneo in tutto questo casino, sono necessari alcuni fondamentali:

1. strategia – nessuna operazione di web sociale dovrebbe essere messa in essere senza far parte di un quadro strategico ben chiaro
2. tattica – per ciascuna parte della strategia, azioni tattiche di implementazione doverbbero essere ben definite prima e non dopo l’inizio dell’attività
4. Piano B – nessuno, e dico proprio nessuno, può garantire non dico il 100% ma nemmeno il 50% di chance di successo (se vi garantiscono il 100%, attenzione al portafoglio). Quindi meglio avere un piano B pronto per qualsiasi evenienza.

E anche dopo tutto questo, il clutter resta e resterà il vostro peggior nemico, perlomeno sino a quando le persone hanno un lavoro ed una famiglia cui dedicare del tempo.

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Sep 212009

Leggendo il blog della Harvad Business Review, ho dato un’occhiata alla tag cloud ed ho notato che la parola principale è leadership, seguita da recessione, strategia, gestione delle persone, comunicazione.

HBR blog

Sono tutte parole incluse nella definizione di social business (beh, recessione direi di no).

Sviluppare una strategia innovativa è come stare al timone di una barca, e in tempi di recessione sei al timone in un mare in tempesta.

Essere lo skipper di una barca da regata richiede una leadership fortissima: tutto l’equipaggio deve seguirti senza esitazione, senza paura, senza dubbi.

Devi essere un vero leader, raccogliere le informazioni dello staff  nel pozzetto e prendere le decisioni.

Allora, una domanda: quanti veri leader avete incontrato in agenzie, consulenti, clienti?

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Jul 202009

(fonte http://www.fmsasg.com)

Vodafone ha annunciato il lancio autunnale del suo social network.
Qualche problema? Direi di no, a parte che un altro social network potrebbe cercare di sottrarti quell poco di tempo offline rimasto.

Personalmente, credo che i social network siano un esperimento riuscito e che siano una modalità efficiente di mettere le persone in relazione.
Nel futuro ci saranno altri social network, migliori di quelli attuali, più semplici, personalizzabili, meno invasive per ciò che riguarda la privacy e che non cercheranno di farti ingurgitare dell’advertising a tutti I costi.
E credo, anche, che un marchio faccia bene a tentare di creare il proprio territorio nel quale raccogliere informazioni per stare più vicino ai suoi clienti.

Ma, onestamente, quante possibilità vi sono, oggi, che un social network riesca nel suo scopo?
Perchè dovrei caricare e condividere le mie cose in un altro network?
Quante possibilità vi sono che , anche lì, cercherò di contattare le stesse persone con le quail sono già in relazione da un’altra parte

Sono convinto che i social network che nasceranno nei prossimi mesi potrebbero soffrire degli stessi problemi della tv generalista, indefiniti e indefinibili, contenitori senza personalità.
Mentre, i social network della prossima generazione saranno costruiti essenzialmente su passioni condivise: politica, cutura sport, ambiente e, qua e la, un mix di tutte queste cose.

Per cui se state per lanciare un social network, ecco cosa suggerisco facciate:

1. Definite un strategia chiara ed un’altrettanto chiara road map
2. Definite i vostri obiettivi e dove volete arrivare (per favore, non scrivete più vendite….quelle saranno la conseguenza logica di un lavoro ben fatto)
3. Definite le aree da presidiare
4. Definite le azioni per difendere il vostro territorio dai concorrenti
5. Pensate lateralmente
6. Siate focalizzati
7. Siate logici
8. Siate pazienti (Roma non è stata costruita in un giorno)

Altri suggerimenti?

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Feb 122009

Mack Collier: Twitter serve per costruire delle relazioni che portino beneficio reciproco e non per vedere chi ha i numeri più elevati di followers.

Conoscete la fiction Numb3rs? E’ quella prodotta da Ridley Scott, nella quale gli agenti del FBI sono supportati nelle loro indagini da un paio di professori di matematica.

La teoria è che tutto l’universo e tutti gli accadimenti sono legati da numeri, numeri soli o in sequenza.

Nulla di molto diverso dalla teoria della sincronicità di Jung o dall’antico oracolo cinese I Ching: è solo un problema di numeri che creano sequenze con un significato.

La differenza con quelle teorie è che il nostro mondo non riesce più a giudicare nulla senza fare una classifica:

  1. il film blockbuster che ha incassato 50 milioni di dollari il primo week end
  2. il libro bestseller che ha venduto 150.000 copie il primo giorno sugli scaffali
  3. l’auto più veloce al mondo
  4. la borsa più costosa

Sembra che non siamo più capaci di giudicare nulla senza un indice numerico.

Cosa è accaduto alla nostra capacità di dire: mi piace o non mi piace, è un buon film o è una schifezza?

Perchè il successo è misurato solo dalla quantità e non dalla qualità intrinseca di cose o persone?

I Ching ( a proposito la I non vuol dire che sia un prodotto Apple…) partono da un numero ma generano un indice verbale, una frase che lo spiega. Trasformano numeri in parole mentre noi facciamo il processo inverso.

Seguo quei blogger per lo fanno tanti altri o perchè mi piace quello che scrivono?

Il mio punto: riflettimo su queste considerazioni, perchè il mondo venturo sarà sempre più basato su opinioni personali che su numeri ed è quindi ora che impariamo nuovamente ad esprimere i nostri pensieri ed i nostri gusti con parole. I nostri clienti lo faranno.

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Jan 272009

I commenti, sulla nostra immagine e sulla percezione che gli altri hanno di noi, molto spesso ci buttano nel panico e ci sembrano problemi molto più grandi di quello che sono.

Un commento acido su un prodotto o un servizio, un giudizio negativo sul nostro blog o sito web.

Tutto questo, amplificato dai social network e dagli strumenti del web 2.0, ci sembra un moloch pronto a tritarci e ingoiarci.

Panico? In realtà no, perchè la soluzione è, molte volte, molto più semplice di quanto non appaia. Facciamo la cosa più naturale di questo mondo: parliamo con i nostri detrattori, ascoltiamoli e spieghiamo le nostre ragione. Se lo facciamo in onestà e trasparenza, avremo tutto da guadagnarci, come immagine e come percezione.

Non complichiamoci la vita!

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Dec 162008

In uno dei pochi momenti realmente interessanti al LeWeb’08, si è parlato di mobile social network e ne sono scaturiti alcuni punti chiave:

  1. un mobile social network ha un’audience differente da un social network tradizionale
  2. il cellulare ha un forte senso di prossimità per il suo essere sempre con noi
  3. è più concentrato sulle persone che realmente ci interessano (la media dei contatti è tra i 25/50)
  4. è più intimo
  5. nei prossimi mesi, con la diffusione degli smartphone potremmo assistere ad una migrazione da social network tradizionali a social network mobile

Queste considerazioni ci portano a credere che, quando si lavora su progetti di community che coinvolgono i mobile, non si devono tralasciare alcune considerazioni:

  1. ricordiamoci che lo schermo è tre pollici al massimo
  2. i widget sono un grande valore aggiunto perchè facilitano l’accesso alle informazioni
  3. non creiamo piattaforme barocche
  4. flessibilità deve essere la parola chiave

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Nov 242008

La strada dei social network verso l’influenza sulla marca è ancora lunga.

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