Oct 062009

Ecco on line la presentazione che ho tenuto al Master in Comunicazione alla Luiss il 21 Settembre. Buona lettura.

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Sep 112009

lavoratori

Ogni società desiderosa di avere clienti soddisfatti, deve investire tempo e risorse in prodotti innovativi, comunicarli, renderli disponibili nel modo migliore.

Tutto qui? Direi di no.

L’investimento chiave, quello che troppe volte non è stato considerato dalle società, è quello sui suoi primi clienti: i dipendenti.

La capacità di coinvolgere i migliori generatori di word of mouth, i dipendenti, è un’arte preziosa e rara.

Le persone orgogliose di lavorare per una società, per un marchio, sono delle straordinarie pubblicità viventi.

Frustrazione e disillusione sono i principali deterrenti per qualsiasi campagna di marketing.

In tempo difficili, come quelli che stiamo vivendo, con migliaia di licenziamenti, mantenere questo approccio e questa mentalità è ancora più difficile.

Le mie considerazioni sono:

  1. senza dipendenti soddisfatti è difficile avere clienti soddisfatti
  2. lasciate che i vostri dipendenti si esprimano. Se sono soddisfatti, vi sarà di aiuto, se sono scontenti, vi sarà comunque di aiuto per analizzare la realtà.
  3. non cercate di zittirli. le moderne tecnologie consentono a chiunque di dire il proprio pensiero e di condividerlo.
  4. Ascoltate e fate domande. La capacità di ascoltare e di capire i punti di vista degli altri è merce rara, oggi, così come la capacità di fare le domande corrette.

Quindi, alla fine, come dice Yves Chouinard, il fondatore di Patagonia,  “Let my people go surfing!”

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Sep 092009

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Dopo che alcune delle figure più brillanti delle nuove forme di marketing si sono unite per creare una nuova società (Dachis), è iniziato a girare questo nuove termine: social business. Ovviamente, ognuno ne dà la definizione che preferisce anche se, in tutte, resta, o dovrebbe restare chiaro, quale sia lo scopo finale di attività collegate a società commerciali.

Poi, Lewis Green ha dato una sua definizione molto articolata di Social Business e ha chiesto ai suoi lettori di avere il loro punto di vista.
Così, per quanto mi riguarda, ecco la mia definizione

Social business is the mean to create empathy between a corporation, a brand, a person and people and eventually turn people into customers.

In questa definizione ho cercato di mettere in evidenza due aspetti per me fondamentali:

il primo è che le attività collegate alla creazione di empatia non necessariamente generano un ritorno in vendite immediato.

Ieri, nel commentare un post di Jason Falls, Becoming a social business is your next big challenge, ho  scritto:

My take is that if you engaged me today and turn my feeling into a positive one toward, say, a car brand but I have just bought a car, in purely terms of sales you clearly lose your money. But from a wider perspective, if you keep me engaged there is a high chance that my next car will be one of your brand. So Roi purely based on sales could not be the right metric for this kind of activity.

Quindi un’attività di social business può essere di grande successo senza un impatto immediato. Ovviamente, tale attività deve essere coltivata nel tempo per poter mantenere i suoi frutti. Niente di meno e niente di più di una relazione di amicizia.

Il secondo punto è che se coltivate con pazienza e dedizione, queste attività genereranno delle vendite e che queste vendite saranno guidate dalla scelta affettiva e non dal prezzo.

E qui torniamo ad un punto che mi sta molto a cuore: il futuro non è vendere di più ma vendere meglio. Ovviamente, vendere meglio è possibile solo se la vendita contiene un elevato elemento emotivo.

Chi sono oggi le aziende che riescono a vendere meglio?

A me vengono in mente Apple e Patagonia.

A voi?

E che definizione dareste di social business?

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