Nov 192009

manometro4

Adesso che sappiamo che il rumore di fondo mette a rischio l’attività sul web sociale, è meglio trovare un sistema per misurare uno dei fattori più importanti: la rilevanza.
Vorrei subito mettere in chiaro che sono convinto che la rilevanza non sia misurabile quantitativamente.

Indubbiamente questo rende il tutto più complesso, naturalmente, ma la rilevanza, tutto sommato, non è un concetto così complesso: si tratta di qualcosa/ qualcuno strettamente collegato all’argomento trattato. La definizione è chiaramente legata ad un concetto non quantitativo ma qualitative. Quindi, per l’ennesima volta, perchè misurarlo quantitativamente?

Ci sono moltissimi casi che mostrano come un commento di un blog anche con pochissimi lettori può esploderci in faccia con effetti devastanti. Perchè? Perchè è stato trascurato per ragione quantitative mentre la sua reale rilevanza avrebbe dovuto metterci in guardia.

Per essere catturato dal vostro radar, o dal radar del vostro servizio di monitoraggio, i commenti in blog, social network, devono avere un numero elevato di lettori/commentatori. Ma è un passo falso.

Non fatevi fuorviare dalle graduatorie: le graduatorie sono importanti ma non fondamentali per l’obiettivo di difendere il marchio da commenti negativi o per dare voce ai sostenitori.

Non pensate che un software possa capire cosa sia rilevante o meno per il vostro marchio: uno strumento è solo uno strumento ma l’interpretazione umana è essenziale per tradurre i dati raccolti e generare informazioni realmente utili e concrete.

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Jan 142009

Oggi ho letto questo post di Ck (Christine Kerley), un’amica blogger e consulente di New York, sul pensiero differente.

Perchè vi invito a leggerlo? Perchè contiene una verità fondamentale: quando monitorate la rete non limitatevi a leggere i blogger più importanti. La rilevanza non ha più nulla a che vedere con i numeri.

Oggi le aziende devono scoprire il valore di  chi parla di loro (nel bene e nel male) anche se è una singola persona con un suo piccolo blog.

Chi non lo fa rischia di perdere delle opportunità o di trovarsi in un mare di guai.

Nella presentazione di Buzzdetector, si cita Andrea D’Ambra. Lo conoscete?

E’ il blogger da cui nacque tutta la vicenda che portò alla cancellazione delle tasse sulle ricariche. Vi ricordate i lamenti delle compagnie telefoniche?

Se invece di leggere i primi 10 blogger, si fossero tenuti informati su tutto quello che si dice forse avrebbero avuto qualche problema di meno.

Come esempio credo che basti.

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