
Mettere in outsourcing le funzioni relative alla comunicazione è una pratica standard di mercato: si delegano agenzie specializzate in RP, pubblicità, media, si danno loro dei brief e poi si attendono dei risultati.
Ma quando si parla di monitoraggio e di web sociale, l’outsourcing totale non è la migliore strada. Questo non perchè le agenzie specializzate non sinao in grado di gestire il compito, ma perchè stiamo maneggiando l’asset principale di un’azienda: la percezione nei clienti.
E lo stiamo facendo in un ambito di relazione diretta ed immediata, nel quale ogni parola ha un peso.
Per questo meglio essere presenti in tutto il percorso di conoscenza per imparare ad ascoltare e a mettersi in relazione con i clienti.
La presunzione è il terzo degli ostacoli che si devono superare: siamo troppo bravi e nulla di ciò che viene detto ci può toccare! Siamo noi!
E’ vero che esistono marchi che sono talmente iconici da resistere bene alle tempeste ma è vero che le tempeste possono assumere, oggi, dimensioni sempre maggiori tanto più trovano condizioni ideali per svilupparsi. Il web sociale, da questo punto di vista, è un ambiente ideale per la possibilità di diffusione istantanea delle notizie.
Oggi non esiste un solo marchio che possa ignorare le critiche negative.
Questa politica potrebbe anche non portare ad un impatto negativo sulle vendite a breve ma tocca senz’altro l’immagine del marchio stesso e il suo valore percepito.
Leggere con umiltà ciò che viene scritto è indubbiamente un atto di saggezza.
Il secondo grande ostacolo è la pigrizia. Quante volte ci si ferma a leggere solo i primi commenti o quelli che si ritengono più importanti o quelli scritti da blogger più famosi. Solo che così facendo si rischiano di perdere i post che possono originare movimenti di azione o di pensiero che si dimostreranno di grande impatto.
La maggior parte delle attività partite dal web sociale e che hanno avuto impatto sulla vita delle aziende, sin in positivo che in negativo, sono nate da persone comuni e non da blogger star. I veri rants and rave vengono, ormai, dalla strada, dalla gente comune e per trovare i loro commenti, e non farsi sorprendere, bisogna scavare con pazienza e costanza.
Leggere, leggere, leggere e comprendere: un lavoro che nessun algoritmo farà mai per voi.
Recentemente ho notato che molti commentatori, a proposito dell’attività di monitoraggio dei social media, si stanno allontanando dagli strumenti che si basano solo su algoritmi e, al contrario, stanno rivalutando il contributo umano al lavoro di analisi.
Cosa dire? Sono, fin dall’inizio dell’avventura di Buzzdetector, convinto che il contributo umano sia fondamentale e, di conseguenza, la piattaforma è stata progettata per essere altamente interattiva con gli editor.
In una interessante conversazione lanciata da Tobi Bloomberg, nel gruppo Monitoring Social Media su Linkedin, la domanda posta era “ Abbiamo lo strumento….ora, come facciamo a dare un senso a questa massa di dati?”
Avere una enorme massa di dati è un risultato abbastanza commune quando le ricerche non sono state organizzate bene sin dall’inizio.
Questo risultato non dovrebbe portare alla ricerca di maggiore automazione dello strumento scelto ma dovrebbe, in realtà, portare l’attenzione su una miglior definizione delle aspettative e, di conseguenza, una migliore selezione delle keyword.
Il mio contributo alla conversazione “Toby, I believe that it’s important to define some expectations before going into the research, which is, by the way, the crucial step to get reliable research keywords. You can then, during the process, change them and change the objectives according to the first assessment.
If this first part of the process is properly performed maybe you avoid the tsunami.”
Quindi il primo ostacolo è l’approccio the-bigger-the-better: non è necessario presentare migliaia di risultati mentre è cruciale presentare quelli rilevanti.
Essere in grado di rimanere focalizzati nel maelstrom di feed è il vero valore aggiunto che possiamo dare ai nostri clienti.
(continua)

Il settore Healthcare è senz’altro uno dei più toccati dal Web Sociale.
Le aziende farmaceutiche, i loro prodotti, le farmacie, i medici sono oggetto di conversazioni nei principali social network, nei blog.
Sentire il polso di queste conversazioni, farne delle diagnosi accurate e proporre delle cure per permettere di essere aggiornati e partecipi, tutto questo è il mondo di Kaleidofarma, la nuova divisione di Buzzdetector.
Una divisione che basa la propria competenza su di gruppo di professionisti del settore Healthcare e sugli editor di Buzzdetector.
Se volete saperne di più, Venerdì 7 Maggio, ore 14.30, saremo a Cosmofarma, a Roma, come relatori al seminario “La farmacia tra passato e futuro: l’evoluzione del modello organizzativo”, Fiera di Roma, sala Orchidea, Padiglione 12.
Le ultime aggiunte alla piattaforma sono sia funzionali che grafiche: vediamole insieme.
Il luogo dove tutto ha inizio è il widget Marked Feed: qui entrano i feed che sono stati selezionati dagli editor e vengono suddivisi in positivi e negativi.
Nel widget Marked Feed entrano sia i feed trovati da Buzzdetector all’interno degli aggregatori selezionati sia i feed che possono essere trovati con ricerche all’esterno della piattaforma. I feed trovati all’esterno vengono inseriti con una semplice operazione di riempimento di questo modulo. Il feed entrerà,a questo punto, all’interno di tutte le classificazioni e di tutti i grafici.
Poi, per ogni grafico, è possibile scegliere se:
Category chart:
per realizzare questo grafico, in un apposito widget, si possono selezionare o inserire tutte le categorie che si desiderano a seconda dell’obiettivo dell’indagine. Gli editor possono infatti definire sia i titoli che i colori delle categorie. Per esempio, posso fare una categorizzazione in base alla tipologia dei blog oppure posso limitarmi a identificare le testate di stampa che hanno scritto sull’argomento e via così.
Trend chart:
il grafico del trend è costruito su due livelli. In quello inferiore abbiamo il colpo d’occhio sull’intero periodo che fa parte della nostra ricerca. Quello superiore funziona come lente d’ingrandimento su specifici periodi nei quali si concentrino picchi di attività.
Sentiment:
questo grafico si origina in automatico dalla selezione manuale dei feed positivi e negativi. Provenendo da una selezione manuale mette al riparo da possibile inesattezze di interpretazione dei post da parte di un algoritmo.
Tag Cloud:
infine la tag cloud, anche questa originata dalla selezione manuale delle parole rilevanti con la possibilità di approvare, cancellare o rimuovere per sempre ogni singolo vocabolo.
E adesso?
Per il 3 di Aprile, ci sarà poi in funzione la possibilità di selezionare una lingua di ricerca a scelta tra Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Portoghese, Tedesco.
Poi lavoreremo sul Cinese.
Se volete vedere Buzzdetector in azione, ecco i contatti:
www.buzzdetector.com
g.facchini@buzzdetector.com
335 7465173
Il 4 Maggio lanceremo la nuova release del software proprietario Buzzdetector, strumento per il monitoraggio strategico.
Abbiamo lavorato molto con il nostro partner tecnologico, Intothenet, per aggiungere nuove funzionalità e sviluppare l’ergonomia del cruscotto dedicato ai nostri clienti.
Siamo convinti che questo servizio sia fondamentale per le aziende nella fase di creazione della strategia di comunicazione e come termometro della considerazione presso i clienti, attuali e potenziali.
Se volete saperne di più:
g.facchini@buzzdetector.com
+39 335 7465173
I commenti, sulla nostra immagine e sulla percezione che gli altri hanno di noi, molto spesso ci buttano nel panico e ci sembrano problemi molto più grandi di quello che sono.
Un commento acido su un prodotto o un servizio, un giudizio negativo sul nostro blog o sito web.
Tutto questo, amplificato dai social network e dagli strumenti del web 2.0, ci sembra un moloch pronto a tritarci e ingoiarci.
Panico? In realtà no, perchè la soluzione è, molte volte, molto più semplice di quanto non appaia. Facciamo la cosa più naturale di questo mondo: parliamo con i nostri detrattori, ascoltiamoli e spieghiamo le nostre ragione. Se lo facciamo in onestà e trasparenza, avremo tutto da guadagnarci, come immagine e come percezione.
Non complichiamoci la vita!
Oggi ho letto questo post di Ck (Christine Kerley), un’amica blogger e consulente di New York, sul pensiero differente.
Perchè vi invito a leggerlo? Perchè contiene una verità fondamentale: quando monitorate la rete non limitatevi a leggere i blogger più importanti. La rilevanza non ha più nulla a che vedere con i numeri.
Oggi le aziende devono scoprire il valore di chi parla di loro (nel bene e nel male) anche se è una singola persona con un suo piccolo blog.
Chi non lo fa rischia di perdere delle opportunità o di trovarsi in un mare di guai.
Nella presentazione di Buzzdetector, si cita Andrea D’Ambra. Lo conoscete?
E’ il blogger da cui nacque tutta la vicenda che portò alla cancellazione delle tasse sulle ricariche. Vi ricordate i lamenti delle compagnie telefoniche?
Se invece di leggere i primi 10 blogger, si fossero tenuti informati su tutto quello che si dice forse avrebbero avuto qualche problema di meno.
Come esempio credo che basti.
Ad oggi Buzzdetector ha sviluppato molte presentazioni, progetti e lavori.
I settori merceologici sono:
Auto (2 case history)
Farmaceutico ( 7 case history)
Largo consumo ( 3 case history)
Lusso ( 2 case history)
Finanza e assicurazioni ( 2 case history)
Inoltre stiamo lavorando sullo sviluppo di progetti di frontiera nei campi dell’editoria, delle risorse umane e dei servizi.













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