Jul 192010

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Mettere in outsourcing le funzioni relative alla comunicazione è una pratica standard di mercato: si delegano agenzie specializzate in RP, pubblicità, media, si danno loro dei brief e poi si attendono dei risultati.

Ma quando si parla di monitoraggio e di web sociale, l’outsourcing totale non è la migliore strada. Questo non perchè le agenzie specializzate non sinao in grado di gestire il compito, ma perchè stiamo maneggiando l’asset principale di un’azienda: la percezione nei clienti.

E lo stiamo facendo in un ambito di relazione diretta ed immediata, nel quale ogni parola ha un peso.

Per questo meglio essere presenti in tutto il percorso di conoscenza per imparare ad ascoltare e a mettersi in relazione con i clienti.

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Jun 282010

Il secondo grande ostacolo è la pigrizia. Quante volte ci si ferma a leggere solo i primi commenti o quelli che si ritengono più importanti o quelli scritti da blogger più famosi. Solo che così facendo si rischiano di perdere i post che possono originare movimenti di azione o di pensiero che si dimostreranno di grande impatto.

La maggior parte delle attività partite dal web sociale e che hanno avuto impatto sulla vita delle aziende, sin in positivo che in negativo, sono nate da persone comuni e non da blogger star. I veri rants and rave vengono, ormai, dalla strada, dalla gente comune e per trovare i loro commenti, e non farsi sorprendere, bisogna scavare con pazienza e costanza.

Leggere, leggere, leggere e comprendere: un lavoro che nessun algoritmo farà mai per voi.

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Jun 232010

Recentemente ho notato che molti commentatori, a proposito dell’attività di monitoraggio dei social media, si stanno allontanando dagli strumenti che si basano solo su algoritmi e, al contrario, stanno rivalutando il contributo umano al lavoro di analisi.

Cosa dire? Sono, fin dall’inizio dell’avventura di Buzzdetector, convinto che il contributo umano sia fondamentale e, di conseguenza, la piattaforma è stata progettata per essere altamente interattiva con gli editor.

In una interessante conversazione lanciata da Tobi Bloomberg, nel gruppo Monitoring Social Media su Linkedin, la domanda posta era “ Abbiamo lo strumento….ora, come facciamo a dare un senso a questa massa di dati?”

Avere una enorme massa di dati è un risultato abbastanza commune quando le ricerche non sono state organizzate bene sin dall’inizio.
Questo risultato non dovrebbe portare alla ricerca di maggiore automazione dello strumento scelto ma dovrebbe, in realtà, portare l’attenzione su una miglior definizione delle aspettative e, di conseguenza, una migliore selezione delle keyword.

Il mio contributo alla conversazione “Toby, I believe that it’s important to define some expectations before going into the research, which is, by the way, the crucial step to get reliable research keywords. You can then, during the process, change them and change the objectives according to the first assessment.
If this first part of the process is properly performed maybe you avoid the tsunami.”

Quindi il primo ostacolo è l’approccio the-bigger-the-better: non è necessario presentare migliaia di risultati mentre è cruciale presentare quelli rilevanti.
Essere in grado di rimanere focalizzati nel maelstrom di feed è il vero valore aggiunto che possiamo dare ai nostri clienti.

(continua)

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May 102010

Ecco la presentazione tenuta al seminario “La farmacia tra passato e futuro: l’evoluzione del modello organizzativo”, tenuto Venerdì 7 Maggio in occasione di Cosmofarma. Buona lettura.

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