Jun 232010

Recentemente ho notato che molti commentatori, a proposito dell’attività di monitoraggio dei social media, si stanno allontanando dagli strumenti che si basano solo su algoritmi e, al contrario, stanno rivalutando il contributo umano al lavoro di analisi.

Cosa dire? Sono, fin dall’inizio dell’avventura di Buzzdetector, convinto che il contributo umano sia fondamentale e, di conseguenza, la piattaforma è stata progettata per essere altamente interattiva con gli editor.

In una interessante conversazione lanciata da Tobi Bloomberg, nel gruppo Monitoring Social Media su Linkedin, la domanda posta era “ Abbiamo lo strumento….ora, come facciamo a dare un senso a questa massa di dati?”

Avere una enorme massa di dati è un risultato abbastanza commune quando le ricerche non sono state organizzate bene sin dall’inizio.
Questo risultato non dovrebbe portare alla ricerca di maggiore automazione dello strumento scelto ma dovrebbe, in realtà, portare l’attenzione su una miglior definizione delle aspettative e, di conseguenza, una migliore selezione delle keyword.

Il mio contributo alla conversazione “Toby, I believe that it’s important to define some expectations before going into the research, which is, by the way, the crucial step to get reliable research keywords. You can then, during the process, change them and change the objectives according to the first assessment.
If this first part of the process is properly performed maybe you avoid the tsunami.”

Quindi il primo ostacolo è l’approccio the-bigger-the-better: non è necessario presentare migliaia di risultati mentre è cruciale presentare quelli rilevanti.
Essere in grado di rimanere focalizzati nel maelstrom di feed è il vero valore aggiunto che possiamo dare ai nostri clienti.

(continua)

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