Jul 262010

Ho letto recentemente un articolo di Jure Leskovic, della Carnegie Mellon, scritto insieme ad alcuni ricercatori di Yahoo, un pezzo molto tecnico nei dettagli del quale preferisco non addentrarmi (anche perché ne sto ancora metabolizzando delle parti e mi ci vorrà ancora un pò di tempo….)

Ma c’è una cosa che mi ha colpito molto ed è la metafora che paragona il passaggio delle connessioni e delle informazioni nei social network alla fisica della conduttività elettrica.
Mi ha affascinato immaginare questi flussi viaggiare nel web sociale trasportati da fili ad altissima conduttività.
E mi affascina pensare come sia diventato sempre più complesso tenere sotto controllo queste informazioni e separare la ghiaia dall’oro a fronte della nascita di nuove luoghi di condivisione e alla loro frammentazione.
Dalla sua nascita nel 2007, ad esempio, la piattaforma Buzzdetector è cambiata e si è evoluta ad una velocità sorprendente ed è un lavoro di aggiornamento continuo.

Tornando alla conduttività, mi piace l’idea che quando conosciamo nuove persone l’effetto è quello di ricevere una piccola scossa fatta di entusiasmo, conoscenza, curiosità.
Perché questo è ciò che ci guida nel viaggio all’interno del web sociale.

In ogni caso, mi sembra che ci sia una differenza significativa tra come procede la corrente elettrica e la modalità di diffusione della socializzazione. Quest’ultima, infatti, non segue percorsi lineari ma si crea dal confronto delle nostre varie anime: così come le navi, quando entrano in porto, devono qualificarsi per poter ormeggiare, allo stesso modo, quando vogliamo partecipare ad un social network, dobbiamo definirci e guadagneremo l’accesso se verremo riconosciuto in qualche modo omogenei all’immagine del social network medesimo. (la metafora della nave è di Z.Bauman “Does ethics have a chance in a world of consumers?”).

Cosa ne dite?

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Jul 192010

Questa presentazione è stata fatta per trasmettere il concetto che sta alla base della filosofia di Buzzdetector: la componente umana nell’interpretazione dei dati raccolti. Buona lettura.

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Jul 192010

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Mettere in outsourcing le funzioni relative alla comunicazione è una pratica standard di mercato: si delegano agenzie specializzate in RP, pubblicità, media, si danno loro dei brief e poi si attendono dei risultati.

Ma quando si parla di monitoraggio e di web sociale, l’outsourcing totale non è la migliore strada. Questo non perchè le agenzie specializzate non sinao in grado di gestire il compito, ma perchè stiamo maneggiando l’asset principale di un’azienda: la percezione nei clienti.

E lo stiamo facendo in un ambito di relazione diretta ed immediata, nel quale ogni parola ha un peso.

Per questo meglio essere presenti in tutto il percorso di conoscenza per imparare ad ascoltare e a mettersi in relazione con i clienti.

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Jul 142010

La presunzione è il terzo degli ostacoli che si devono superare: siamo troppo bravi e nulla di ciò che viene detto ci può toccare! Siamo noi!

E’ vero che esistono marchi che sono talmente iconici da resistere bene alle tempeste ma è vero che le tempeste possono assumere, oggi, dimensioni sempre maggiori tanto più trovano condizioni ideali per svilupparsi. Il web sociale, da questo punto di vista, è un ambiente ideale per la possibilità di diffusione istantanea delle notizie.

Oggi non esiste un solo marchio che possa ignorare le critiche negative.

Questa politica potrebbe anche non portare ad un impatto negativo sulle vendite a breve ma tocca senz’altro l’immagine del marchio stesso e il suo valore percepito.

Leggere con umiltà ciò che viene scritto è indubbiamente un atto di saggezza.

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Jun 282010

Il secondo grande ostacolo è la pigrizia. Quante volte ci si ferma a leggere solo i primi commenti o quelli che si ritengono più importanti o quelli scritti da blogger più famosi. Solo che così facendo si rischiano di perdere i post che possono originare movimenti di azione o di pensiero che si dimostreranno di grande impatto.

La maggior parte delle attività partite dal web sociale e che hanno avuto impatto sulla vita delle aziende, sin in positivo che in negativo, sono nate da persone comuni e non da blogger star. I veri rants and rave vengono, ormai, dalla strada, dalla gente comune e per trovare i loro commenti, e non farsi sorprendere, bisogna scavare con pazienza e costanza.

Leggere, leggere, leggere e comprendere: un lavoro che nessun algoritmo farà mai per voi.

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Jun 232010

Recentemente ho notato che molti commentatori, a proposito dell’attività di monitoraggio dei social media, si stanno allontanando dagli strumenti che si basano solo su algoritmi e, al contrario, stanno rivalutando il contributo umano al lavoro di analisi.

Cosa dire? Sono, fin dall’inizio dell’avventura di Buzzdetector, convinto che il contributo umano sia fondamentale e, di conseguenza, la piattaforma è stata progettata per essere altamente interattiva con gli editor.

In una interessante conversazione lanciata da Tobi Bloomberg, nel gruppo Monitoring Social Media su Linkedin, la domanda posta era “ Abbiamo lo strumento….ora, come facciamo a dare un senso a questa massa di dati?”

Avere una enorme massa di dati è un risultato abbastanza commune quando le ricerche non sono state organizzate bene sin dall’inizio.
Questo risultato non dovrebbe portare alla ricerca di maggiore automazione dello strumento scelto ma dovrebbe, in realtà, portare l’attenzione su una miglior definizione delle aspettative e, di conseguenza, una migliore selezione delle keyword.

Il mio contributo alla conversazione “Toby, I believe that it’s important to define some expectations before going into the research, which is, by the way, the crucial step to get reliable research keywords. You can then, during the process, change them and change the objectives according to the first assessment.
If this first part of the process is properly performed maybe you avoid the tsunami.”

Quindi il primo ostacolo è l’approccio the-bigger-the-better: non è necessario presentare migliaia di risultati mentre è cruciale presentare quelli rilevanti.
Essere in grado di rimanere focalizzati nel maelstrom di feed è il vero valore aggiunto che possiamo dare ai nostri clienti.

(continua)

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May 102010

Ecco la presentazione tenuta al seminario “La farmacia tra passato e futuro: l’evoluzione del modello organizzativo”, tenuto Venerdì 7 Maggio in occasione di Cosmofarma. Buona lettura.

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May 062010


Il settore Healthcare è senz’altro uno dei più toccati dal Web Sociale.
Le aziende farmaceutiche, i loro prodotti, le farmacie, i medici sono oggetto di conversazioni nei principali social network, nei blog.

Sentire il polso di queste conversazioni, farne delle diagnosi accurate e proporre delle cure per permettere di essere aggiornati e partecipi, tutto questo è il mondo di Kaleidofarma, la nuova divisione di Buzzdetector.

Una divisione che basa la propria competenza su di gruppo di professionisti del settore Healthcare e sugli editor di Buzzdetector.

Se volete saperne di più, Venerdì 7 Maggio, ore 14.30, saremo a Cosmofarma, a Roma, come relatori al seminario “La farmacia tra passato e futuro: l’evoluzione del modello organizzativo”, Fiera di Roma, sala Orchidea, Padiglione 12.

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Mar 302010

Le ultime aggiunte alla piattaforma sono sia funzionali che grafiche: vediamole insieme.

Il luogo dove tutto ha inizio è il widget Marked Feed: qui entrano i feed che sono stati selezionati dagli editor e vengono suddivisi in positivi e negativi.
Nel widget Marked Feed entrano sia i feed trovati da Buzzdetector all’interno degli aggregatori selezionati sia i feed che possono essere trovati con ricerche all’esterno della piattaforma. I feed trovati all’esterno vengono inseriti con una semplice operazione di riempimento di questo modulo. Il feed entrerà,a questo punto, all’interno di tutte le classificazioni e di tutti i grafici.

Poi, per ogni grafico, è possibile scegliere se:

Category chart:

per realizzare questo grafico, in un apposito widget, si possono selezionare o inserire tutte le categorie che si desiderano a seconda dell’obiettivo dell’indagine. Gli editor possono infatti definire sia i titoli che i colori delle categorie. Per esempio, posso fare una categorizzazione in base alla tipologia dei blog oppure posso limitarmi a identificare le testate di stampa che hanno scritto sull’argomento e via così.

Trend chart:

il grafico del trend è costruito su due livelli. In quello inferiore abbiamo il colpo d’occhio sull’intero periodo che fa parte della nostra ricerca. Quello superiore funziona come lente d’ingrandimento su specifici periodi nei quali si concentrino picchi di attività.

Sentiment:

questo grafico si origina in automatico dalla selezione manuale dei feed positivi e negativi. Provenendo da una selezione manuale mette al riparo da possibile inesattezze di interpretazione dei post da parte di un algoritmo.

Tag Cloud:

infine la tag cloud, anche questa originata dalla selezione manuale delle parole rilevanti con la possibilità di approvare, cancellare o rimuovere per sempre ogni singolo vocabolo.

E adesso?

Per il 3 di Aprile, ci sarà poi in funzione la possibilità di selezionare una lingua di ricerca a scelta tra Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Portoghese, Tedesco.

Poi lavoreremo sul Cinese.

Se volete vedere Buzzdetector in azione, ecco i contatti:

www.buzzdetector.com
g.facchini@buzzdetector.com
335 7465173

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Feb 242010

Il Corriere della Sera è uno dei quotidiani più letti in Italia e senz’altro uno dei più autorevoli.
Quando l’altro ieri ha pubblicato l’intervista all’ex direttore marketing di Red Bull, costretta a dimettersi appena dopo il rientro dalla maternità, devo dire c’era un pò di incredulità.
La notizia è stata pubblicata prima a pagina 38 del quotidiano e poi ha guadagnato una notevole visibilità in home page e su vari social media come Friendfeed, Facebook e Twitter. Inoltre è stata la notizia più letta della settimana sul sito del quotidiano.

La domanda per Red Bull è molto semplice: è vero o no che questa donna è stata costretta a dimettersi a causa della maternità?

Per un marchio che basa su un immagine forte e radicale la sua percezione, questo comportamento stile ferriere dell’800 è imbarazzante.

Eppure, 48 ore dopo, non c’è ancora una risposta di alcun tipo da parte dell’azienda.

Avete qualche consiglio per loro?

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